Scovolino interdentale: cos’è, come si usa e vantaggi

Cos’è lo scovolino?

Lo scovolino interdentale è un particolare strumento da utilizzare insieme allo spazzolino per una corretta igiene orale. Ha una testina con una parte centrale in metallo semi flessibile. Su di essa sono inserite le setole di variabile lunghezza e calibro, poste in modo da formare un cono o un cilindretto. Ha poi un manico sottile in plastica o metallo per dirigerlo tra i denti.

A cosa serve?

Lo scovolino è particolarmente utile per rimuovere placca batterica e residui di cibo che restano inseriti tra i denti. Insomma lo dovete usare al posto del dannoso stuzzicadenti. Negli spazi interdentali, infatti, lo spazzolino non riesce a detergere correttamente e lo scovolino completa così la pulizia. Sia ben chiaro, però, che non sostituisce lo spazzolino ma ne completa l’azione, contribuendo all’eliminazione di carie, gengiviti e ascessi dentali.  Oltre a completare e perfezionare l’igiene orale, un ulteriore vantaggio dello scovolino risiede nella sua attività di massaggio gengivale, stimolando con la sua azione la circolazione sanguigna delle papille gengivali. Proprio per quest’azione è importante che lo usino tutti i pazienti affetti da parodontopatia (Gengive ritirate). E’ particolarmente utile in presenza di otturazioni, capsule o ponti, apparecchi ortodontici e impianti dentali.

 Come si utilizza lo scovolino?

Deve essere inserito delicatamente negli spazi interdentali e fatto scorrere con un movimento di va e vieni per un paio di volte, inclinandolo verso il basso nell’arcata superiore e verso l’alto nell’arcata inferiore. Bisogna tenerlo un po’ inclinato e poi raddrizzarlo per farlo penetrare completamente.
Dopo lo tirate fuori con delicatezza e avrete completato la pulizia di quello spazio interdentale. Deve essere usato almeno una volta al giorno, meglio se utilizzato prima di andare a letto. Come per lo spazzolino va cambiato ogni due settimane circa, quando notate che le setole hanno perso la loro elasticità.

Scovolino o filo interdentale: qual’è più efficace?

Lo scovolino è più utile soprattutto nei pazienti che soffrono di parodontopatia con spazi interdentali ampi o normali. Risulta inefficace oaddirittura dannoso se tali spazi sono oltremodo ristretti (denti storti e affollati) per malocclusione.

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Prevenzione del Tumore della Bocca

Il tumore della bocca (carcinoma della bocca o carcinoma orale) è una patologia che colpisce ogni anno migliaia di persone in tutto il mondo e rappresenta il 90% delle neoplasie a carico del cavo orale.
Le persone più colpite dal tumore della bocca sono gli uomini con più  di 50 anni d’età e la sua insorgenza è largamente favorita da fattori di rischio quali il fumo e l’abuso di alcolici. Nel suo stadio iniziale si presenta, di frequente, come una lesione superficiale o una piccola ulcerazione restia a rimarginarsi spontaneamente: può essere, perciò, tempestivamente intercettato mediante una scrupolosa prassi di osservazione prevenzione.

Prof. Vito Antonio Tomasicchio

Per un’igiene orale ottimale ricorda di lavare ogni giorno con cura i tuoi denti, di effettuare periodiche visite odontoiatriche di controllo e di sottoporti regolarmente alla pulizia dei denti!
Non esitare a contattarci, puoi trovare i nostri recapiti cliccando al seguente link:

Come Pulire l’Apparecchio Ortodontico Mobile

La corretta igiene dell’apparecchio ortodontico -comunemente noto come “apparecchio per denti“- è di fondamentale importanza per evitare la proliferazione dei batteri all’interno del cavo orale e l’insorgenza di problematiche quali placca, carie, irritazioni gengivali e alitosi.
Scopriamo insieme i consigli per pulire e conservare al meglio un apparecchio mobile o un bite per i disturbi mandibolari.
Per le giuste norme igieniche nel caso in cui -invece- si indossi un apparecchio di tipologia con attacchi (brackets) fissi, rimandiamo al relativo articolo:

Pulizia di un Apparecchio Mobile

Se siete in cerca di un ortodontista a Bari e desiderate un preventivo personalizzato senza impegno, non esitate a contattarci ai recapiti che potete trovare cliccando al seguente link  Centro Dentistico Tomasicchio – Dentista a Bari

Fluoroprofilassi: è utile ai nostri denti?

Fluoroprofilassi Dentale: cos’è e i benefici della fluorizzazione

Perché il fluoro fa così bene ai nostri denti?

Nell’odontoiatria moderna la fluoroprofilassi o fluorizzazione dei denti rappresenta la difesa più utile contro la carie sia nei bambini sia negli adulti. Questa tecnica di prevenzione è attualmente la più valida difesa dalle sostanze acide demineralizzanti lo smalto. Essa può essere eseguita a ogni età sia ai bambini sia agli adulti. Consiste nella somministrazione di fluoro per rinforzare lo smalto dei nostri denti, che è composto essenzialmente da cristalli d’idrossiapatite. La presenza di fluoro trasforma tali cristalli in fluoroapatite, molto più resistente all’attacco acido demineralizzante della placca batterica. Permette inoltre la remineralizzazione dello smalto e inibisce lo sviluppo della placca batterica.

Tipologie di Fluoroprofilassi

Vi sono due tipi di fluoroprofilassi: topica e sistemica:

  • La fluoroprofilassi sistemica consiste nella somministrazione di fluoro con compresse o gocce o con l’immissione di fluoro nelle acque potabili. Quest’ultima tecnica di fluorazione delle acque è stata in voga sin dagli anni 50 ma oggi se ne discute l’efficacia, soprattutto perché non si può misurare la quantità di fluoro immessa nel nostro corpo.
  • La fluoroprofilassi topica si ottiene principalmente con l’applicazione di fluoro tramite dentifrici e collutori a basi di fluoruro di sodio oppure in modo professionale nello studio dentistico, dove il personale qualificato (dentista o igienista dentale) calibra in modo preciso il dosaggio di fluoro. Si compie con l’applicazione al paziente di particolari cucchiai di plastica o polistirolo, contenenti un gel di fluoro.

Questo intimo contatto tra smalto e fluoro permette a ioni fluoro di penetrare all’interno dello smalto e della dentina, rinforzandoli e riducendo l’incidenza della carie in modo efficace. Si può aumentare tale penetrazione con apparecchi di ionoforesi che agiscono tramite la differenza di potenziale elettrico.

Anche se la fluoroprofilassi sistemica presenta indubbi vantaggi, tuttavia oggi l’orientamento scientifico ritiene più efficace e più sicura la prevenzione conseguita grazie all’applicazione topica dopo l’eruzione dentale. Del resto il fabbisogno giornaliero di fluoro nel nostro corpo è di circa 2 mg e può essere tranquillamente assunto attraverso l’acqua potabile (in massima parte) e alimenti come pesce, tè, frutti di mare, patate, ecc..

E per finire una curiosità:

Sapevate che i denti dei pescecani sono composti interamente di fluoroapatite? Eppure rischierebbero egualmente di cariarsi ma questo non avviene per la costante rigenerazione dentale presente in questi animali per tutta la durata della vita.

Come si svolge la fluorizzazione

Nel seguente video è possibile vedere come viene effettuata la fluorazione dentale: buona visione!

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Come utilizzare il filo interdentale

Filo interdentale: guida all’uso

Il filo interdentale è uno strumento indispensabile per garantire la salute dei denti e delle gengive, ma come si utilizza?
In questo breve tutorial potrete apprendere come passare correttamente il filo secondo la giusta prassi di igiene orale.
Ricorda, inoltre, che per combattere efficacemente l’insorgenza di carie, tartaro e parodontiti è consigliato effettuare regolarmente visite di controllo del cavo orale ogni 6 mesi!
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Scopri anche Come lavare bene i denti: guida e consigli del dentista

Le Norme di Igiene Orale

Quanto vuoi bene ai tuoi denti?

La corretta prassi di igiene orale quotidiana è fondamentale al fine di proteggere i denti dall’insorgenza di carie, parodontiti e altri disturbi comuni a carico della bocca. Ma in che misura le pratiche consigliate dai dentisti sono effettivamente seguite dalla popolazione?
Confronta i dati raccolti, comparali con le tue abitudini giornaliere e scopri come prenderti cura al meglio dei tuoi denti!

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Centro Dentistico Tomasicchio – Contatti

 

Prof. Vito Antonio Tomasicchio

(fonte infografica: www.greenme.it)

 

Le 6 regole per curare i denti dei bambini

Tutorial per la corretta igiene orale nei bambini

Per mezzo di questo breve video potrete insegnare ai vostri figli a capire le 6 regole fondamentali per spazzolare e prevenire la carie dei bambini.
Per approfondire l’argomento in maniera completa vi invitiamo a leggere i nostri articoli sulla igiene orale, scritti per voi dal prof. Vito Tomasicchio.

Apparecchio ortodontico fisso: igiene e pulizia

Come lavare i denti in caso di ortodonzia fissa? La corretta pulizia dei denti per coloro che hanno un’ortodonzia fissa consente di mantenere i denti e l’apparecchio ortodontico in condizioni igieniche ottimali, tali da scongiurare disturbi quali carie, parodontiti e alito cattivo. Nel seguente video tutorial in lingua italiana vengono mostrati tutti i passaggi necessari per il giusto spazzolamento, […]

Lo spazzolino da denti

Spazzolino da denti: storia ed evoluzione

Usate lo spazzolino per lavarvi i denti ogni giorno? Avete mai immaginato come faremmo senza di esso?
Lo spazzolino dentale è d’importanza fondamentale per una corretta igiene orale. Eppure di tale strumento non si conoscono né l’origine né la sua evoluzione fino a giungere alla sua forma attuale. La sua invenzione si perde nella notte dei tempi ed è uno strumento tra i più antichi inventati dall’uomo.

Si sa solo che il primo spazzolino della storia risale al 3000 a.C. ed è stato ritrovato in Egitto da alcuni archeologi. Si tratta di un rametto di legno grande come una matita, sfilacciato a un’estremità per poterlo strofinare sui denti. Gli antichi romani, invece, si lavavano i denti con l’urina che usavano anche come collutorio per la presenza di ammoniaca.
Sono stati i Cinesi a inventare il primo spazzolino simile a quelli odierni. Verso la fine del 1400 essi realizzarono spazzolini che usavano setole di cinghiale fissate su un bastoncino di bambù. I peli di cinghiale, però, si staccavano spesso, non si asciugavano bene, favorendo la proliferazione batterica. Ancora oggi, tuttavia, si stima che un 10% circa di spazzolini venduti in tutto il mondo sia ancora realizzato con le setole in pelo di cinghiale.
Si deve attendere la fine dell’ottocento, però, per assistere all’invenzione del primo moderno spazzolino da denti per merito di un inglese, un certo Addis nel 1870.

Agli inizi del novecento le setole di animale furono sostituite da quelle di nylon e i manici di osso o di bambù da quelli di celluloide. La pratica di lavarsi i denti quotidianamente divenne, però, popolare solo dopo la seconda guerra mondiale quando i soldati statunitensi, tornati a casa, mantennero la pratica di lavarsi i denti che era obbligatoria nell’esercito. Quest’usanza diede nuovo impulso allo sviluppo di spazzolini sempre più avanzati e contribuì a rendere l’igiene orale, una normale abitudine com’è considerata oggi.

Adesso nel mondo esistono più di 3000 brevetti di spazzolini da denti d’innumerevoli stili, forme e colori, realizzati su misura per le esigenze del paziente.
Esistono spazzolini manuali ed elettrici, con spatole morbide o dure, per adulti e per bambini, in gomma, metallo o legno. Nel corso dei secoli, lo spazzolino ha vissuto molti cambiamenti nel design e nei materiali. Ora è uno strumento scientifico, proposto in vari colori, forme e dimensioni. Un oggetto con un design ergonomico moderno, fatto di materiali igienicamente sicuri, che ha resistito alla prova del tempo, diventando così un caposaldo della corretta igiene orale, tanto che nel 2003 fu scelto come “l’invenzione americana più importante della quale non è possibile vivere senza“.

Secondo i moderni concetti d’igiene orale dobbiamo sostituire il nostro spazzolino ogni due mesi mentre in media una persona lo sostituisce ogni 4/5 mesi.
Non si deve, inoltre, mai lavarsi i denti prima che sia passata almeno un’ora dal pasto: questo specialmente dopo aver bevuto bibite gassate o aver mangiato cibi acidi, perché spazzolare i denti prima che sia trascorso un certo tempo può danneggiarli seriamente intaccando ancora più in profondità lo smalto.

Per scoprire tanti utili consigli per mantenere i tuoi denti bianchi e sani clicca su Igiene dentale: guide pratiche e prevenzione

Prof. Vito Tomasicchio


Dentista a Bari: Centro dentistico Tomasicchio

Denti del giudizio

Hanno ancora una funzione ?

Non sempre la natura fa le cose per bene: quasi tutti abbiamo i denti del giudizio, ma quasi nessuno ha lo spazio necessario per farli erompere normalmente. Quando è meglio estrarli, e quando conservarli?

Spesso i denti del giudizio non meritano il loro appellativo dato che spuntano proprio dove non c’è spazio. Il loro nome è legato al fatto che generalmente spuntano verso i 25 anni di età, se vi è sufficiente spazio nell’arcata dentale. La maggior parte delle persone, però, non ha bastante spazio ed essi rimangono inclusi nell’osso oppure  rimangono sotto gengiva con formazione di cisti che può danneggiare i denti vicini e l’osso stesso. In altri casi spuntano solo in parte (semi inclusi), forando la gengiva e causando infezioni anche gravi (pericoronite).
Questa infiammazione del tessuto molle che circonda il dente riguarda in particolare i denti del giudizio che sono erotti solo a metà (semi-inclusi), offrendo così una porta di ingresso ai batteri.
In tale condizione compaiono spesso problemi collaterali come il dolore, il fastidio, la difficoltà ad aprire la bocca, problemi ad alimentarsi (disfagia). Occorre sottoporsi a una terapia antibiotica associata a collutori ma se la condizione si ripresenta l’estrazione è la migliore indicazione possibile.

Il problema legato alla presenza dei denti del giudizio è una patologia molto diffusa collegata con l’evoluzione della specie. I più comunemente noti come ‘denti del giudizio’, definiti anche terzi molari o ottavi, infatti, a causa della filogenetica riduzione della lunghezza dei mascellari e della scomparsa dell’occlusione d’usura tipica dell’uomo primitivo, tendono nell’uomo civilizzato, a non trovare il loro spazio eruttivo, rimanendo inclusi o seminclusi”. La loro frequente estrazione, come conseguenza obbligata, rappresenta da sempre una di quelle procedure che hanno contribuito a rendere l’immagine del dentista poco gradita.

Secondo l’American Association of Oral and Maxillofacial Surgeons, occorrerebbe sottoporsi a una valutazione dei denti del giudizio entro i 25 anni di età poiché circa il 40% della popolazione avrà necessità di estrarli entro tale età. L’estrazione precoce di tali denti  verso i 13 – 14 anni, invece, permette di evitare futuri danni ed è più semplice. In tale epoca, infatti, le radici dentali non si sono ancora completamente formate, i rischi di complicazioni come danneggiare il nervo alveolare inferiore e il nervo linguale sono molto ridotti e i tempi di guarigione sono anche più brevi.

Nei trattamenti ortodontici poi occorre valutare radiologicamente se vi è spazio sufficiente in arcata. In caso negativo si procede all’estrazione dei denti del giudizio verso i 12 – 13 anni di età (germectomia), quando cioè gli ottavi sono ancora un “germe” senza radici , per prevenire i rischi da inclusione in caso di deficit di spazio, o l’affollamento tardivo post trattamento legato alla spinta eruttiva.

Gli orientamenti scientifici attuali, tuttavia, sconsigliano l’estrazione sistematica e indiscriminata dei denti del giudizio. Non esistono, infatti, studi affidabili a supporto dell’estrazione di denti del giudizio sani. La strategia migliore sembra essere il controllo regolare del paziente, associata a decisioni prudenti che aderiscono a indicatori precisi della rimozione. Oggi si consiglia germectomia per favorire il recupero di un settimo incluso, eliminare   cisti causate dal germe dentale, prevenire i danni al molare adiacente (carie e lesione parodontale) oppure prevenire i danni da estrazione dell’ottavo in età adulta, quando aumenta il rischio di complicanze (in particolar modo neurologiche).

In un successivo articolo parleremo delle tecniche chirurgiche più adatte all’estrazione o alla germectomia per evitare complicanze.

 

Prof. Vito Tomasicchio