Come ricostruire un dente fratturato

Allungamento della corona dentale

Come ricostruire un dente fratturato - Tomasicchio Dentista a Bari La ricostruzione di un dente fratturato comincia con l’allungamento della corona clinica, ol quale permette di migliorare la proporzione tra gengiva e denti.  E’ una procedura di chirurgia parodontale che ha come scopo quello di allungare la parte di  dente che si trova esposta al cavo orale (corona clinica) non coperta dalla gengiva. Si  effettua quando i denti sono ricoperti da una quantità eccessiva di tessuto gengivale e  quindi sembrano “troppo corti” anche se la loro reale lunghezza è nella norma. In tali casi  spesso è presente un “gummy smile” o sorriso “gengivale”, chiamato così perché si  intravedono molto le gengive. La mucosa gengivale viene rimossa e si esegue una  correzione della forma del tessuto osseo per esporre una maggiore quantità del dente    naturale, ottenendo così un più soddisfacente risultato estetico

L’indicazione principale, tuttavia, per cui si esegue un allungamento di corona clinica è quella di esporre il margine sano di un dente prima di eseguire un lavoro odontoiatrico di estetica o di restauro che non sarebbe altrimenti possibile perché il dente è cariato, rotto al di sotto della linea gengivale, per poterlo poi ricostruire in modo corretto e duraturo.
In tali casi è necessario far emergere almeno 1 o 2 mm di tessuto dentale sano sull’intera circonferenza dentale per permettere un restauro ideale. In caso contrario si incorrerà nel rischio di aver creato un margine ricostruttivo non corretto (con sovracontorni, difetti e, ruvidità di superficie). Nel caso, infatti, di un margine non ideale del restauro in profondità sotto la gengiva, si formerà vicino al margine osseo nel tempo una tasca parodontale con formazione di placca, edema, infiammazione e mobilità del dente stesso.Come ricostruire un dente fratturato - Tomasicchio Dentista a Bari

Si tratta di un intervento di chirurgia plastica parodontale che ci consente di rimodellare il bordo gengivale e osseo. Il caso presentato è stato effettuato in anestesia locale e utilizzando un laser a diodi, dopo aver eseguito terapia endodontica (devitalizzazione) e sigillo endocanalare con guttaperca.L’intervento consiste nell’incidere un lembo  muco gengivale e nell’effettuare poi una gengivoplastica e osteoplastica, eliminando la necessaria quantità di osso, rimodellando la mucosa gengivale attorno alla corona dentale, in modo da mettere a nudo una quantità maggiore del dente naturale, sufficiente a lasciare esposta almeno 2 mm di struttura dentale sana.

Subito dopo, per evitare successive fratture, viene eseguito un restauro del moncone dentale in resina composita e perno endodontico rinforzato in fibra di vetro. Si confeziona poi una capsula provvisoria in resina, facendo attenzione che il bordo di questa non tocchi il nuovo bordo gengivale creato per non causarne l’irritazione.

Dopo qualche mese si può passare alla protesi definitiva quando la possibile recessione gengivale a seguito dell’intervento, è ormai avvenuta e il bordo mucoso gengivale è sano e stabile.

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Prof. Vito Tomasicchio
Dentista a Bari e Corato: Centro dentistico Tomasicchio

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Gengive irritate

Gengive irritate e gonfie

gengive irritate

 

 

Le gengive irritate rappresentano una condizione fastidiosa, che si presenta spesso con un aspetto gonfio e arrossato delle stesse; nella stragrande maggioranza dei casi, le gengive gonfie sono inoltre accompagnate da infiammazione, facilità al sanguinamento e dolore.
Gengivite, gengive gonfie ed infiammazione gengivale sono tre disturbi strettamente collegati tra loro.

Cause

Una scarsa igiene orale facilita l’accumulo di batteri e residui di cibo sulle gengive, provocando un fastidioso gonfiore delle stesse.
Nel caso in cui un soggetto soffra di gonfiore a livello gengivale, dovrà porre molta attenzione allo spazzolamento durante la quotidiana detersione dei denti: si è visto infatti che l’azione troppo aggressiva dello spazzolino può aumentare la sensazione di gonfiore alla parte interessata, favorendo il sanguinamento.
Anche il tartaro, dovuto alla calcificazione di placca, unito a batteri e a muco, concorre a favorire e a potenziare il gonfiore alle gengive: in questo caso il tartaro dev’essere rimosso con l’aiuto dell’odontoiatra (pulizia dentale).

Le gengive irritate, poi, possono dipendere da altri fattori, tra cui la gravidanza, l’allattamento e la pubertà: qui i soggetti sono sottoposti a sbalzi ormonali così consistenti da influenzare anche la ritenzione di liquidi e la circolazione sanguigna.
L’utilizzo di alcune categorie di farmaci può rappresentare un problema in presenza di gengive gonfie; in particolare, si fa riferimento ai farmaci anticoagulanti, poiché, se assunti in dose eccessiva, possono provocare sanguinamento delle stesse.

Se un soggetto è in carenza di vitamine, come la vitamina C e la vitamina K, con elevata probabilità soffrirà anche di gengive gonfie.
La grave carenza di vitamina C, assai rara nei Paesi industrializzati, comporta lo scorbuto, malattia che provoca affaticamento, dolore ai muscoli, mancanza di fame (inappetenza) e maggior probabilità di attacco da parte dei microorganismi patogeni. Ma non solo. Lo scorbuto va a colpire anche le gengive, che diventano più fragili e sensibili, portando a volte la perdita dei denti.
Per quanto riguarda la carenza di vitamina K, comunque altrettanto rara, si può affermare che a livello gengivale il deficit si manifesta con sanguinamento accompagnato da gonfiore.

Rimedi per le gengive irritate

Da considerare che anche lo stress influisce molto sul problema: sembra proprio, infatti, che quando l’organismo è sottoposto a condizioni di stress severo vi sia un’elevata probabilità che le gengive ne risentano, considerando la forte diminuzione delle difese immunitarie. Come meccanismo di difesa, il nostro organismo risponde con una forte e fastidiosa infiammazione delle gengive. In questo caso, l’erborista consiglia dei risciacqui con una soluzione contenente eleuterococco (Eleutherococcus senticosus), che con le sue proprietà adattogene ed immunostimolanti aiuta a rafforzare le difese immunitarie. In sostituzione si può utilizzare l’echinacea (Echinacea purpurea), con proprietà immunostimolanti, o l’aloe gel (Aloe vera), che gode delle stesse proprietà dell’echinacea. In più, l’aloe conferisce un’immediata sensazione di freschezza e tende a calmare l’irritazione delle gengive, perché ad essa si attribuiscono anche blande proprietà anestetiche.

Anche un corretto uso di collutori specifici allevia la sensazione di gonfiore: a tal proposito, si possono considerare gli oli essenziali di pompelmo (Citrus Paradisi), con note proprietà antinfiammatorie, utili per placare il gonfiore a livello delle gengive.
Ancora, la salvia (Salvia officinalis) e la menta (Mentha x piperita) sono molto importanti perché conferiscono una sensazione di pulizia e disinfezione del cavo orale. Anche la camomilla (Chamomilla Recutita) rappresenta un’ottima droga utilizzabile nel trattamento delle gengive gonfie, grazie alla sua azione lenitiva.

Gengive gonfie e tradizione

È curioso ricordare quali rimedi venivano utilizzati anticamente per cercare di correggere il disturbo delle gengive gonfie. Un tempo, come si può immaginare, non esistevano dentifrici e spazzolini per l’igiene del cavo orale; si faceva uso di foglie di salvia, rametti di pino e corteccia secca, che venivano masticate. Questa tecnica serviva non solo per pulire i denti, ma andava anche a rafforzare le gengive, prevenendo disturbi come sanguinamento e gonfiore.
Per evitare il peggioramento delle gengive gonfie, gli antichi facevano uso anche di risciacqui a base di , poiché il tè, grazie alle sue proprietà astringenti rese dai tannini, rappresenta un ottimo rimedio per mantenere le gengive in buono stato di salute.

Tomasicchio
Dentista a Bari e Corato: Centro dentistico Tomasicchio

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